L’annuncio, come da tradizione, è arrivato al termine dello spettacolo, la Carmen di Roland Petit in cui la ballerina interpretava la protagonista. Eleonora Abbagnato, ballerina nata a Palermo ma francese d’adozione, è stata nominata danseuse étoile dell’Opéra di Parigi, massimo riconoscimento cui possa aspirare una fuoriclasse della danza classica. È la prima italiana ad arrivare ai vertici della prestigiosa istituzione.
A festeggiarla sotto il palco c’erano tutti i suoi affetti: il marito, il calciatore della Roma Federico Balzaretti, i genitori arrivati da Palermo e l’agente Daniele Cipriani, che si sono uniti con calore alla standing ovation riservata alla ballerina dal teatro parigino.
Fu proprio Roland Petit a scoprire il suo talento nel 1992, quando aveva soltanto 13 anni. Con il ruolo della principessa Aurora da bambina, Eleonora Abbagnato fece la sua prima tournée tra Marsiglia e Parigi per portare in scena lo spettacolo La Bella Addormentata con coreografia di Petit. La carriera nel corpo di ballo dell’Opéra ebbe inizio appena raggiunta la maggiore età, ed è nel tempio della danza francese che la ballerina ha fatto carriera, con qualche deviazione estemporanea in video musicali e programmi televisivi, tra cui Ballando con le stelle su Rai Uno. Nel 2009 presentò insieme a Paolo Bonolis una delle serate del Festival di Sanremo.
La promozione tanto attesa arriva piuttosto tardi: Abbagnato ha ora 35 anni, e aveva già usufruito di un periodo sabbatico e di un’interruzione degli spettacoli per via della maternità. La si potrà ammirare ancora sul palco ad aprile il 9, il 13, il 16 e il 18 nella Terza Sinfonia di Gustav Mahler, con coreografia di John Neumeier.
La band di Forlì è stato l’unico gruppo in gara nella sezione giovani al Festival di Sanremo 2013 ed è riuscito sin da subito a conquistare il pubblico di Sanremo tramite il suo rock deciso e raffinato, arrivando in finale e aggiudicandosi il 4° posto tra i Giovani (dopo Antonio Maggio, Ilaria Porceddu e Renzo Rubino) e il 2° posto per la Giuria di Qualità (dopo il vincitore Antonio Maggio).
Dopo la fortunata partecipazione al 63° Festival di Sanremo nella Sezione Giovani la rock band è tornata sul palco per esibirsi live davanti al pubblico. Il primo concerto svoltosi a Cesena al Teatro Petrella di Longiano il 28 febbraio subito dopo il Festival era sold out. Le prossime date previste sono a Milano il 19 marzo alla Salumeria della Musica ed il giorno dopo, il 20 marzo, a Roma al Circolo degli Artisti. La formazione sul palco vedrà Matteo Casadei (voce), Alberto Nanni (chitarre, cori), Luca Marchi (basso) e Daniele Gambi (batteria) e Michele Gavelli (Pianoforte, Synth, Hammond).
I Blastema sono un gruppo di Forlì formatosi nel 1997. Nel 2005 la band ha partecipato a “Sanremo Rock”, un festival di musica che si tiene ogni anno a Ravenna. Poi nel 2009 hanno suonato all’Arezzo Wave e l’anno dopo all’Heineken Jammin Festival per Rock Tv. Il 2010 è l’anno del loro primo album dal titolo “Pensieri illuminati” pubblicato dalla Halidon. All’uscita dell’album è seguito un tour fortunato. Nel 2011 i Blastema vengono scoperti dall’etichetta discografica fondata da Fabrizio De Andrè e Dori Ghezzi da cui nasce una collaborazione. Dopo aver suonato al concerto del 1° maggio di Roma nel 2012 hanno pubblicato il loro secondo albium a ottobre dal titolo “Lo stato in cui sono stato”. Quest’estate saranno il gruppo spalla degli Skunk Anansie durante il tour italiano.
Una commedia sempre attuale. Torna in scena dal 5 al 10 febbraio con la compagnia teatrale di Carlo Giuffrè al teatro Biondo di Palermo lo spettacolo “Questi fantasmi!”.
Il cast di questo spettacolo, prodotto dal Teatro Stabile di Napoli, è composto da Piero Pepe (Raffaele, il portiere), Antonella Lori (Carmela, sorella del portiere), Claudio Veneziano (Gastone Califano), Antonella Cioli (Armida, moglie di Alfredo), Pina Perna e Francesco D’Angelo (i figli), Giuseppe Piacquadio e Pietro Meglio (i facchini), Giuseppe Sala (Saverio Califano) ed il Prof. Santanna, dirimpettaio che non si vede mai e che, in silenzio, ascolta il monologo del caffè di Pasquale ed, inoltre, è l’ideatore dell’espediente finale che consente a Pasquale di incontrare lo “spirito” Alfredo. La regia è di Carlo Giuffrè, le luci di Umile Vainieri, le musiche di Francesco Giuffrè e le scene ed i costumi di Aldo Terlizzi.Mancano poche settimane all’inizio dell’attesissimo Festival della Canzone Italiana, che quest’anno verrà condotto da Fabio Fazio. La scaletta è stata già lanciata dal noto conduttore televisivo su Twitter e i biglietti sono già in vendita.
Al debutto del Festival, quindi il 12 febbraio, si esibiranno 7 dei totali 14 campioni in gara. Il giorno seguente canteranno gli altri 7 big della musica italiana così come 4 cantanti degli 8 nella sezione giovani. Giovedì 14 febbraio saliranno sul palco tutti i 14 campioni e i restanti 4 dei giovani. Venerdì 15 sarà una serata interamente dedicata alla storia di Sanremo, in cui i 14 campioni canteranno brani storici del Festival. I brani verranno assegnati ai cantanti dalla direzione artistica del Festival. Venerdì sarà anche la serata in cui si scopriranno i vincitori della categoria giovani. Sabato 16 febbraio verrà decretato il vincitore del Festival. Il Festival quest’anno giunto alla sua 63° edizione presenterà una grande novità, ovvero che i big non parteciperanno al concorso con solo una canzone, bensì con 2 brani inediti.Durante la sua lunga carriera, Zucchero ha avuto l’onore di suonare nei migliori teatri del mondo, con artisti del calibro di Eric Clapton, Pavarotti, Joe Cocker, Ray Charles, Miles Davies, per citarne alcuni, vendendo oltre 50 milioni di dischi. Da oggi però si aggiunge un ulteriore tassello a questo incredibile percorso partito dall’entroterra emiliano. Insieme a una band composta da 22 musicisti, “Sugar” Fornaciari ha tenuto a L’Avana un concerto speciale, dedicato alle vittime dell’uragano Sandy che si è abbattuto anche sull’isola di Cuba. Allo spettacolo, che ha richiesto sei mesi di contatti e comunicazioni col governo cubano affinché venisse autorizzato e organizzato, hanno preso parte circa 35mila persone (anche se le fonti ufficiali parlano di 70mila) nella cornice dell’Instituto Superior de Arte. In Italia verrà trasmesso l’8 gennaio su Rai Due.
Le critiche non sono mancate dalla sponda italiana. Zucchero è stato accusato di compiacere il regime castrista, ma il cantante e musicista non ci sta. Per lui si tratta della realizzazione di un sogno, e il suo gesto di tenere un concerto gratuito, aperto a tutti, non deve essere caricato di inutili sovrastrutture politiche. Zucchero ha infatti deciso di evitare qualunque dichiarazione a sfondo politico. Ne ha guadagnato la musica: il classico repertorio si è come “tuffato” nella salsa cubana, dando vita a momenti indimenticabili e trascinanti. In scaletta vi erano i suoi pezzi più ritmati, come “Vedo nero”, “Baila Morena”, “Diavolo in me”, arricchiti delle sonorità locali. Non è un caso che in questi giorni sia uscito “La sesion cubana”, un album in cui vengono ripercorsi i brani simbolo di Zucchero, suonati insieme a musicisti di Cuba. E i sogni non sono finiti qui: tra quelli ancora irrealizzati, vi è il progetto di un album di inediti insieme ad Ennio Morricone.
La stagione teatrale invernale 2012-2013 a Roma ha in programma un ricco calendario in cui, insieme ai grandi classici e alle produzioni più importanti, si affiancano piccoli gioielli indipendenti tutti da scoprire. Abbiamo selezionato perciò per voi alcune delle proposte che ci sono apparse più interessanti tra le tante occasioni presenti nella Capitale per passare una serata diversa, aspettando che si apra il sipario.
Arriva sul palcoscenico del Teatro Quirino, in via delle Vergini 7, lo spettacolo “Il discorso del re”, opera di David Seidler che è stato anche sceneggiatore dell’omonima pellicola, vincitrice di 4 premi Oscar. L’opera celebra in maniera diretta e convincente l’importanza della parola e della voce, attraverso la vicenda del principe Albert, il futuro re di Inghilterra Giorgio VI, affetto dall’infanzia da una grave forma di balbuzie che gli rese insopportabile la vita pubblica. La regia è affidata a Luca Barbareschi.
Al Teatro Due in vicolo dei Due Macelli troviamo invece la piece “Era rosso”, firmata e intepretata da Cinzia Villari, con regia di Lorenzo Profita e accompagnamento musicale al clarinetto di Michele Villani. Villari porta in scena una omicida rea confessa in un monologo che conduce fino al parossismo lo scontro tra gesto criminale e invasività dei media. Anche il Teatro Tor Bella Monaca, in via Bruno Cirino, ha optato per mettere in cartellone uno spettacolo basato sulla storia recente, intitolato “In Tahrir – Wake up!”, ovvero sei pezzi brevi di lettura e performance ispirati alla Primavera araba che ha investito il nord Africa fin dall’inverno del 2010.
L’ultimo consiglio è quello di correre a vedere l’ultima fatica dei Momix, “Momix Remix”, in scena al Teatro Olimpico (in piazza Gentile da Fabriano 17) con le consuete coreografie geniali di Moses Pendleton.
Il 5 ottobre si sono celebrati i cinquant’anni della saga cinematografica di James Bond, celebre spia al servizio di Sua Maestà britannica, basata sul protagonista dei romanzi di Ian Fleming. Il ventitreesimo e ultimo titolo della serie, “Skyfall”, in cui Bond viene per la terza volta impersonato da Daniel Craig, è impreziosito nella colonna sonora da un brano della cantautrice londinese Adele, fresca del successo del suo album multiplatino in tutto il mondo intitolato “21”. Il rapporto tra le avventure sul grande schermo dell’agente 007 e la musica è comunque sempre stato strettissimo: l’uscita dei film è sempre stata un’ottima vetrina per il lancio di canzoni indimenticabili, e viceversa i brani hanno trainato il successo delle pellicole.
Oltre al celebre “James Bond Theme”, musica che accompagna la sequenza della “canna d’arma” che ricorre all’inizio di ciascun film della serie, ogni nuovo episodio della saga ha utilizzato un brano musicale per sintetizzare un’atmosfera, un’immagine, per consegnare alla memoria dello spettatore un ricordo persistente delle storie viste al cinema. Negli anni Sessanta e Settanta si ricordano, insieme allo sguardo penetrante del Bond-Sean Connery, le straordinarie interpretazioni di Shirley Bassey – con “Goldfinger” e “Diamonds are forever”, Tom Jones e Nancy Sinatra. Una volta arrivato Roger Moore a interpretare la spia più famosa del globo, cambiò anche la colonna sonora, con le chitarre di Paul McCartney e i suoi Wings per il tema di “Live and let die” (in italiano “Agente 007 – Vivi e lascia morire”).
Con gli anni Ottanta l’industria musicale impose i suoi nomi di grido, i gruppi Duran Duran e a-ha, e nel decennio successivo arrivarono le voci femminili di Tina Turner, Sheryl Crow e Shirley Manson, cantante dei Garbage. Alla giovane Adele spetterà l’onore di confrontarsi con tanti illustri predecessori.